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Si torna alla routine: come riorganizzare l'assistenza anziani a settembre

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min

L'estate modifica i ritmi di tutta la famiglia.


Le giornate sono più lunghe, il lavoro per alcuni rallenta, arrivano le ferie e spesso si riesce a trascorrere più tempo con genitori e familiari anziani. Magari si passa più frequentemente a casa loro, si fa la spesa insieme, si accompagna mamma a una visita o semplicemente si trova più facilmente il tempo per una telefonata e una passeggiata.


Poi arriva settembre.


Riparte il lavoro a pieno ritmo, riaprono le scuole, ricominciano le attività dei figli, tornano appuntamenti, sport, riunioni e impegni quotidiani.


Il tempo a disposizione diminuisce improvvisamente.


Ma le esigenze di un genitore anziano rimangono esattamente le stesse.


Ed è proprio per questo che il rientro dalle vacanze può rappresentare un ottimo momento per fermarsi e chiedersi se l'organizzazione familiare utilizzata fino a quel momento sia ancora sostenibile.


Non significa necessariamente aumentare l'assistenza. Significa capire come organizzare l'assistenza anziani a settembre.


Organizzare l'assistenza anziani a settembre
Organizzare l'assistenza anziani a settembre

Settembre cambia gli equilibri di tutta la famiglia

Durante l'estate molte necessità vengono assorbite quasi spontaneamente dalla famiglia.

Un figlio passa perché è in ferie. Una figlia accompagna il genitore a fare la spesa. I nipoti trascorrono qualche pomeriggio con i nonni. Qualcuno trova il tempo per preparare qualche pasto o occuparsi di una commissione.

Non viene percepito come un vero e proprio sistema di assistenza.

Semplicemente, ci siamo.

Con il ritorno alla routine, però, ciò che durante l'estate era semplice può diventare improvvisamente complicato.

La telefonata delle 11 viene rimandata.

La spesa bisogna farla dopo il lavoro.

La visita medica coincide con un impegno professionale.

Passare ogni sera diventa difficile.

Non significa che la famiglia sia meno presente o meno attenta. Significa semplicemente che è cambiata la quantità di tempo disponibile.

Ed è proprio questo il momento in cui improvvisare ogni settimana può iniziare a diventare faticoso.


Prima di ripartire, facciamo il punto

C'è una domanda molto semplice che può aiutare a capire se sia necessario riorganizzarsi:

“Che cosa abbiamo fatto noi durante l'estate che da settembre non riusciremo più a fare con la stessa frequenza?”

È una domanda diversa da “Mamma riesce ancora a stare da sola?”.

Una persona può essere ancora autonoma e avere comunque bisogno di piccoli supporti durante la settimana.

Magari prepara tranquillamente la colazione ma ha difficoltà a fare la spesa.

Oppure gestisce bene la casa, ma ha bisogno di essere accompagnata alle visite.

O ancora è perfettamente autonoma dal punto di vista pratico, ma trascorrerà improvvisamente molte più ore da sola rispetto ai mesi estivi.

Fare il punto significa osservare la quotidianità nel suo insieme e capire quali attività erano sostenute, magari senza neppure accorgersene, dalla maggiore disponibilità della famiglia.


Una settimana racconta molto più di quanto pensiamo

Per capire quale organizzazione possa funzionare non è necessario partire immediatamente dalla ricerca di una badante o di un servizio assistenziale.

Può essere molto più utile prendere una normale settimana e provare a ricostruirla.


Quali attività riesce ancora a svolgere autonomamente?

È importante partire da ciò che la persona sa e può ancora fare, non soltanto dalle sue difficoltà.

Fare colazione, preparare un pasto semplice, occuparsi della propria igiene, uscire per una commissione o gestire alcuni appuntamenti sono autonomie preziose che dovrebbero essere preservate il più possibile.

L'obiettivo dell'assistenza non dovrebbe essere sostituire la persona, ma intervenire dove realmente serve.


In quali momenti interviene la famiglia?

A volte non ci rendiamo conto di quante piccole attività svolgiamo per un genitore.

La telefonata per ricordare un appuntamento, la spesa del sabato, il passaggio in farmacia, l'accompagnamento dal medico, la preparazione di qualche pasto, una commissione burocratica.

Singolarmente sembrano piccole cose.

Sommandole, però, raccontano il reale livello di supporto di cui quella persona beneficia.


Quali di queste attività diventeranno difficili con il ritorno alla routine?

È qui che emerge il vero bisogno.

Non necessariamente quello dell'anziano, ma quello dell'intero sistema familiare.

Se fino ad agosto un figlio riusciva a passare quasi ogni giorno e da settembre potrà farlo soltanto nel weekend, bisogna capire cosa accadrà nei giorni intermedi.

Ed è molto meglio porsi questa domanda prima che inizi il problema.


Mettere nero su bianco le necessità aiuta a vedere la situazione con maggiore chiarezza

Quando l'assistenza viene gestita completamente in famiglia, spesso tutto rimane nella testa delle persone coinvolte.

“Mamma ha la visita martedì.”

“Papà deve ritirare i farmaci.”

“Giovedì qualcuno deve fare la spesa.”

“Io passo venerdì.”

Finché gli impegni sono pochi può funzionare.

Quando aumentano, però, il rischio è che la gestione diventi una continua rincorsa alle necessità.

Può essere utile individuare con semplicità ciò che deve essere garantito durante una normale settimana: pasti, farmaci secondo le prescrizioni ricevute, commissioni, accompagnamenti, cura della casa, compagnia e momenti di socialità.

Non per trasformare la vita familiare in un'agenda, ma per distinguere ciò che la persona può continuare a fare autonomamente, ciò che può gestire la famiglia e ciò per cui potrebbe essere utile un supporto.


Dividersi i compiti non significa necessariamente aver organizzato l'assistenza

“Lunedì passa mio fratello, mercoledì vado io e venerdì magari passa il vicino.”

È una situazione molto comune.

E può funzionare benissimo.

Il problema nasce quando l'intero sistema dipende dalla disponibilità occasionale delle persone.

Basta una riunione di lavoro, un figlio malato, un viaggio improvviso o un impegno personale perché qualcuno debba rapidamente trovare un'alternativa.

La differenza tra dividersi i compiti e organizzare l'assistenza sta soprattutto nella continuità.

Una buona organizzazione deve funzionare non soltanto nelle settimane normali, ma anche quando qualcosa cambia.


Quanto può continuare a fare la famiglia?

Questa è forse la domanda più delicata.

Perché quando si tratta dei propri genitori è facile pensare:

“In qualche modo facciamo.”

E molto spesso è proprio così.

Si incastrano gli appuntamenti, si rinuncia a qualcosa, ci si divide tra fratelli e si trova sempre una soluzione.

Ma un'organizzazione assistenziale deve essere sostenibile non per qualche settimana, bensì nel tempo.

Se occuparsi di un genitore significa vivere costantemente in emergenza, modificare continuamente gli impegni lavorativi o avere la sensazione di non riuscire mai a fare abbastanza, può essere arrivato il momento di rivedere l'organizzazione.

Chiedere un aiuto esterno non significa delegare il proprio ruolo di figlio.

Significa permettere alla famiglia di continuare a esserci senza arrivare al limite.


Non sempre serve un'assistenza continuativa

Quando si parla di assistenza domiciliare, molte famiglie immaginano immediatamente una badante convivente presente giorno e notte.

Ma le necessità possono essere molto diverse.

In alcune situazioni può essere sufficiente un supporto per alcune ore, un accompagnamento, una presenza in determinati momenti della giornata o un aiuto nelle attività che stanno diventando più difficili.

La soluzione migliore è quella proporzionata al bisogno reale.

Un piccolo supporto ben organizzato può alleggerire enormemente la gestione familiare senza modificare radicalmente le abitudini della persona anziana.

E può essere adattato nel tempo se le esigenze dovessero cambiare.


Settembre può essere l'occasione per organizzare al meglio l'assistenza anziani

Il ritorno alla normalità viene spesso vissuto come una corsa.

Riparte tutto contemporaneamente e l'obiettivo diventa semplicemente riuscire a incastrare ogni impegno.

Per chi ha un genitore anziano, invece, settembre può essere anche l'occasione per costruire una routine più equilibrata.

Una routine nella quale la persona continui a mantenere le proprie autonomie, la famiglia rimanga presente e gli eventuali supporti esterni intervengano soltanto dove sono realmente necessari.

Non bisogna aspettare che qualcosa non funzioni più.

Organizzarsi prima permette di scegliere con calma, coinvolgere il proprio familiare nelle decisioni e trovare una soluzione che possa funzionare davvero per tutti.


Il supporto giusto è quello che rende più semplice la vita di tutta la famiglia

L'assistenza domiciliare non dovrebbe essere vista esclusivamente come una risposta alla perdita di autonomia.

Può essere anche uno strumento di organizzazione familiare.

Qualcuno che si occupa di alcune attività permette ai figli di vivere con meno preoccupazioni e alla persona anziana di continuare a trascorrere le proprie giornate nel proprio ambiente, mantenendo abitudini e indipendenza.

Il punto di partenza, quindi, non è chiedersi:

“Serve una badante?”

Ma:

“Come possiamo organizzare le prossime settimane perché questa situazione continui a funzionare bene per tutti?”

Da questa domanda può nascere un percorso molto più sereno.


Il rientro dalle vacanze sta rendendo più complicata l'organizzazione familiare?

Settembre può essere il momento giusto per fare il punto, prima che gli impegni quotidiani prendano completamente il sopravvento.

Teleserenità può aiutarti a valutare le esigenze del tuo familiare, capire ciò che può continuare a gestire autonomamente e individuare dove un supporto esterno potrebbe rendere più semplice la quotidianità di tutta la famiglia.



Contattaci per una consulenza conoscitiva e costruiamo insieme una soluzione adatta alle tue reali necessità.




 
 
 

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